ebbene, amiciui, eccomi uscita dal seggio. se il voto al senato con bonino capolista era cosa scontata, alla camera c'ho dovuto pensare, ché volevo votare boselli. alla fine ha prevalso il coraggio di votare per uolter tappandomi il naso. evabbé.
questa volta non seguirò lo spoglio
scheda per scheda delirio per delirio in tempo reale, ché sarò a canton. non che la cosa mi dispiaccia: mi dispiacerà assai di più avere mia madre che romperà i coglioni per sapere gli esiti delle elezioni minuto per minuto.
domani quindi parto. già detto? lo ripeto. non ho ancora preparato la valigia, fatto il dettaglio delle visite e tolto il pelo superfluo, e mi appropinquo a farlo. dovrei avere una connessione all'internét, al
salone, ché la richiesta l'ho fatta ma ho dimenticato di pagare ed inviare il fax con il pagamento entro il 2 aprile. immagino che con la consueta flessibilità che contraddistingue i cinesi, non solo mi sarà impedito l'accesso alla rete, ma mi sarà pure sequestrato il portatile.
è di questi giorni inoltre
questa notizia agghiacciante. visto che il mio programma prevede che io e la mami si vada ad hong kong a comprare esosissimi oggettini fotografici, e si ritorni poi a canton, suppongo di darvi a breve una buona ragione per manifestare davanti alle ambasciate dei cari musi gialli: la liberazione di me e della genitrice che altrimenti passeremo i prossimi 20 anni in un laogai a cucire scarpe.
questo è quanto. ci si rivede tra una decina di giorni, forse. statemi bene, fatevi i bravi, vaffanculo eccetera eccetera.