la prima notizia che ho letto quando sono tornata è che vogliono calderoli -un uomo a cui non darei le chiavi per parcheggiarmi la macchina-  vicepresidente del consiglio, la seconda invece concerneva la presentazione della mummia di padrepio in mondovisione. mi chiedo che ministero gli daranno. 
ah, cara vecchia hong kong! materiale fotografico che costa niente, internet senza censure, dim sum, cinesi, caldo appiccicoso, patria! libertà!

con grande scorno sarò di ritorno, dogana permettendo, domani a qualche ora. a presto amiciui!
da quando non riesco a leggere il mio blog, e nessuno dei blog che sono solita leggere sulle più note piattaforme, con l'eccezione di tumblr, (che evidentemente al momento è ancora ignoto), mi è venuto il leggerissimo sospetto che la cina stia censurando anche tutte le piattaforme in generale* dopo il casino che sapete. è una novità, perché ricordo di avere sempre letto i blog da qui, anche quelli in genere critici con il governo cinese. ho così iniziato il censimento di tutti i siti inaccessibili, sì che è un'ora circa che cerco cose su google (scontato esempio tiananmen, primo risultato: wiki, protesta di piazza tiananmen) che mi danno per risultato "la connessione è stata annullata" e in piccolo "stiamo venendo a prenderti". oggi, sul fido china daily, un lungo editoriale che spiega perché in realtà questa "freedom of speech" è, come saggiamente dicono i russi secondo il quotidiano, "terrorism of information".

era solo per avvertirvi: se non torno a casa, sapete perché.

*sfuggono alla censura i feed, ma ho il pc aziendale e manca il fido sage.
e finalmente questo salone domani finisce. stamattina ce lo siamo risparmiato per fuggire a visitare la città, e con biblica determinazione, alle dieci e cinque un tifone si è abbattuto su canton. con il medesimo tempismo mia madre ha scoperto che può leggersi  le sue mail da questo pc, sì che ora non posso nemmeno più scrivere due righe senza sentirla gridare dal cesso "maccheccazzo stai scrivendo, un romanzo? levati che devo guardare la posta!", come se il resto del mondo non cinese fosse a casa ad aspettare le sue mail. pochi minuti fa è arrivata infuriata ché in ufficio quando chiama, nessuno le risponde: viva il sabato, il giorno del signuore.
aggiornamenti dall'agghicciante zona industriale visitata ieri in futuro, se mai ne avrò voglia. e vi dice bene che no.
parliamo dei giornali cinesi, dunque, nello specifico parliamo dell'unico giornale cinese che leggo perché a- è aggratis in hotel; b- è in inglese e posso leggerlo senza dizionario. è palese che il china daily, per la lingua con cui si propone, non è un giornale per cinesi, ma per gli stranieri che si trovano qui. com'è prevedibile, lo scopo di questo quotidiano di questi tempi è la paziente rettifica delle notizie faziose che potrebbero giungerci dai nostri paesi di provenienza. 
eccoci al salone. come di consueto mia madre ha capito tutto, e mi ha costretta, tutta esaltata, a presenziare a questa fiera in cui secondo lei "ci sono solo italiani e solo autoricambi": eccoci infatti nella più gigantesca fiera di import export della cina, se non del levante, dove gli unici italiani siamo noi e quelli dello stand dietro di noi che vende vini -sempre tutti clamorosamente alticci e molto lieti di stare al loro posto- mentre i nostri vicini di fronte sono dei malesi che vendono pennarelli colorati e accanto abbiamo i coreani con mutande e reggiseni. potete capire quanto successo sta riscuotendo il nostro tristo stand di freni.
dice che c'ho la connessione all'internet in hotel, ma che forse tengo il blog bloccato -ovvero scrivo ma non leggo- perché testadimerda che sono ho scritto troppo quel paese con la c che finisce con la a e quell'altro con la t che finisce con la b. intanto mia madre fa le capriole perché ha vinto silviuccio mio. potrei disperarmi, ma diciuamo che questo fantasupermegastra hotel di lusso con i servi & le puttane, e la tivvù davanti alla vasca da bagno da due ettari, mi mette decisamente di buon umore.
yeah.

tutti i blog su splinder sono bloccati, anche se non mi è chiaro se è per colpa della censura o che altro. fortunatamente però l'amata monj è leggibile, il che mi esime dal farmi arrestare mentre manifesto in nome della libertà di espressione.
ebbene, amiciui, eccomi uscita dal seggio. se il voto al senato con bonino capolista era cosa scontata, alla camera c'ho dovuto pensare, ché volevo votare boselli. alla fine ha prevalso il coraggio di votare per uolter tappandomi il naso. evabbé.
questa volta non seguirò lo spoglio scheda per scheda delirio per delirio in tempo reale, ché sarò a canton. non che la cosa mi dispiaccia: mi dispiacerà assai di più avere mia madre che romperà i coglioni per sapere gli esiti delle elezioni minuto per minuto.

domani quindi parto. già detto? lo ripeto. non ho ancora preparato la valigia, fatto il dettaglio delle visite e tolto il pelo superfluo, e mi appropinquo a farlo. dovrei avere una connessione all'internét, al salone, ché la richiesta l'ho fatta ma ho dimenticato di pagare ed inviare il fax con il pagamento entro il 2 aprile. immagino che con la consueta flessibilità che contraddistingue i cinesi, non solo mi sarà impedito l'accesso alla rete, ma mi sarà pure sequestrato il portatile.

è di questi giorni inoltre questa notizia agghiacciante. visto che il mio programma prevede che io e la mami si vada ad hong kong a comprare esosissimi oggettini fotografici, e si ritorni poi a canton, suppongo di darvi a breve una buona ragione per manifestare davanti alle ambasciate dei cari musi gialli: la liberazione di me e della genitrice che altrimenti passeremo i prossimi 20 anni in un laogai a cucire scarpe.

questo è quanto. ci si rivede tra una decina di giorni, forse. statemi bene, fatevi i bravi, vaffanculo eccetera eccetera.